ottobre 4, 2016 at 8:27

La solidarietà è un progetto condiviso

La solidarietà è un progetto condiviso

La solidarietà può assumere le forme più disparate. Anche il design e l’architettura possono diventare socialmente utili e avere un impatto positivo sulla vita di milioni di persone. E’ su questa idea che si fonda il “Beazley Design of The Year”, il premio inglese assegnato ai progetti artistici più promettenti dell’anno. L’appuntamento con la premiazione, quest’anno, è previsto per il 24 novembre, a Londra.

Per me, la solidarietà è un progetto condiviso, che diventa più efficace se può contare sull’aiuto di vari attori, ancora meglio se impegnati in settori diversi. Tutti noi possiamo fare qualcosa per gli altri, e tutte le aziende, di qualsiasi settore, sono in grado di dare un contributo. E lo testimoniano le tante realtà che contribuiscono al nostro progetto Pasto Buono – dai volontari ai ristoratori, baristi, panettieri che decidono di dare una mano alla comunità.

Tra progetti in lizza per il premio, che hanno abbracciato questa filosofia, ci sono ad esempio i prefabbricati del marchio di arredamento Ikea, in collaborazione con UNCHR (“The better shelter”),  rifugi pensati come dimora temporanea per gli sfollati, che stanno accogliendo persone in Iraq, Etiopia e Grecia. Sempre ai fini dell’accoglienza, lo studio di design Buero Bauer ha ideato il First Aid Kit, una nuova “lingua” di simboli che aiuta i migranti a integrarsi meglio in Europa al loro arrivo e a comunicare con gli altri.

E c’è il Drinkable Book, un libro sfogliabile ideato dalla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, le cui pagine, intessute con micro-filtri d’argento o rame, possono essere anche utilizzate per purificare l’acqua, procedura necessaria per chi vive in aree inquinate o aride.

In tutti questi progetti, tecnologia e creatività si incontrano per creare qualcosa innovativo, che non guarda però soltanto all’estetica, pur trattandosi di idee di architettura e design, ma anche all’utilità e all’impatto sociale. Trovo che la responsabilità sociale sia un obiettivo imprescindibile, e, per fortuna, sempre più enti e aziende se ne stanno rendendo conto.

Penso sia altrettanto importante parlarne, per far circolare il messaggio che aiutare è possibile – per tutti – e che ci sono tanti esempi virtuosi da seguire. Ed è anche importante premiare le iniziative lodevoli, così come fa il premio “Beazley Design of The Year”.

Un’ottima iniziativa, stavolta italiana, è ad esempio quella dellOsservatorio Socialis, che dal 2003 promuove il “Premio Socialis”. Si tratta di un riconoscimento assegnato agli universitari che decidono di parlare di RSI, Responsabilità sociale d’impresa, analizzando nella loro tesi di case history di aziende che hanno intrapreso la strada dello sviluppo sostenibile, dell’impegno per l’ambiente, sostegno alla cultura, etica dell’economia e iniziative no profit. Nelle 14 edizioni del premio, sono state presentate 790 tesi. Un segnale positivo, che testimonia il forte interesse per il tema, anche tra i più giovani.

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