Gregorio Fogliani | Blog

aprile 13, 2017 at 3:53

Rush finale per la legge sullo smart working

Rush finale per la legge sullo smart working

La legge che regola lo smart working è finalmente arrivata alle ultime battute in Parlamento. Il provvedimento mette nero su bianco la parità di trattamento normativo e retributivo di chi lavora da casa rispetto a chi esercita la professione in ufficio.

È una buona notizia, che fa ben sperare nell’incremento dello strumento dello smart working, ancora poco utilizzato nel nostro paese. Secondo le stime dell’Eurofound, nei 28 paesi dell’Unione Europea in media circa il 17 % dei dipendenti telelavora o svolge un lavoro mobile, con la Danimarca in testa alla classifica e l’Italia all’ultimo. Secondo l’Osservatorio Smart Working della Shool of Management del Politecnico di Milano, tuttavia, il fenomeno è in crescita anche nel nostro Paese. I numeri parlano chiaro: la percentuale di diffusione di progetti di smart working è al 30% nelle grandi imprese (contro il 17% del 2015), mentre rimane stabile al 5% nelle PMI. I lavoratori italiani che operano con modalità flessibili di luogo, orario e strumenti di lavoro sono oggi il 7% del totale (contro il 5% del 2013).

Da tempo abbiamo percepito la potenza di questo strumento, che, se bene implementato, aumenta la produttività dei lavoratori favorendo al tempo stesso la conciliazione tra vita professionale e privata. Guidati da questa convinzione, un anno fa abbiamo avviato un esperimento di smart working con i lavoratori della nostra start up di Napoli, per poi estendere questa possibilità quest’anno anche ad alcuni team di lavoro della nostra sede di Roma.

Gli effetti positivi dello smart working sono i tempi ridotti di spostamento, una maggiore autonomia lavorativa e una maggiore flessibilità in termini di organizzazione dell’orario di lavoro. Il tutto a vantaggio di un miglior equilibrio tra vita lavorativa e famigliare, che può portare a un aumento della motivazione e alla riduzione dei conflitti aziendali. Ma soprattutto, è indispensabile per la popolazione aziendale femminile, a cui gran parte delle politiche di work-life balance devono essere destinate.

Speriamo davvero che la legge venga approvata velocemente, per rimanere al passo coi tempi e migliorare la vita dei lavoratori.

Gregorio Fogliani

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