aprile 21, 2016 at 9:49

Il welfare aziendale oggi

Il welfare aziendale oggi

Lo scorso 14 aprile, a Roma, ho partecipato all’incontro “Il welfare aziendale tra contratto e mercato” e con piacere ho notato quanta strada abbia fatto la discussione sul welfare aziendale in Italia.

Interessante, per capire necessità e aspettative dei lavoratori italiani, l’intervento del prof. Paolo Feltrin, docente di Scienze politiche e sociali all’Università di Trieste, che, dati alla mano, ha mostrato come l’interesse dei lavoratori sia oggi focalizzato su servizi all’infanzia, assistenza sanitaria integrativa e formule di agevolazione allo studio, senza dimenticare la flessibilità dell’orario di lavoro e alle pratiche di conciliazione vita-lavoro. I servizi di welfare per la cura della persona e della famiglia, insieme, coprono la metà delle richieste all’interno delle aziende italiane.

Gli altri interventi del convegno, tra cui quello di Paolo Baretta, sottosegretario del Ministero dell’Economia, e di Tiziano Treu, ex ministro del Lavoro, hanno affrontato il tema delle opportunità che derivano dalla regolamentazione del settore del welfare privato, in direzione anche di un rinnovamento dello “statuto” della contrattazione collettiva e delle relazioni sindacali.

Il bisogno del welfare d’impresa in Italia è sempre più evidente, a maggior ragione se si parla di PMI, spesso impossibilitate ad investire sul benessere dei propri dipendenti per scarsa strutturazione interna o per gli elevati costi di sostegno alle politiche di welfare. Ma qualcosa è cambiato e che c’è stato da parte del governo un impegno a tracciare una linea di sviluppo del “secondo welfare” in Italia.

Un impegno che si affianca a quello delle società del settore, come la nostra Welfare Company, specializzata in soluzioni di welfare aziendale 2.0, che ha creato le condizioni per permettere ai dipendenti delle aziende di scegliersi, direttamente online e in completa autonomia, i servizi più congeniali alle proprie esigenze: servizi che, ad esempio, possono essere utilizzati dalle mamme per pagare la badante, la baby-sitter o l’asilo del proprio figlio o anche per l’assistenza domiciliare agli anziani.

Insomma, l’attenzione per il welfare aziendale del mondo politico, sindacale e imprenditoriale unito all’evento dello scorso giovedì, lascia prefigurare un nuovo corso, fatto di stimoli e incentivi agli investimenti, che in Italia risultano ancora troppo scarsi se paragonati a quelli delle aziende private di altri stati europei.

Gregorio Fogliani

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